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Emozione alle stelle

Sono stanca ma felice e carica, carica, carica di adrenalina.

Mi sveglio alle 5 di mattina oramai da mesi per i tanti pensieri che mi girano per la testa!

Dare vita a questo progetto ha richiesto un quantitativo esorbitante di energie.

La grinta e la voglia matta di vedere nascere questo sogno mi hanno permesso di arrivare fino in fondo. Le difficoltà sono state tante, gli scoraggiamenti anche, e in diversi momenti avrei voluto mollare tutto e andare a casa dai miei bambini a preparare i muffin o a giocare a Monopoli sul tappeto di casa. Per una donna libera professionista riuscire a trovare un tempo di qualità sia per la famiglia che per il lavoro non è affatto una cosa scontata e, se già le mie giornate erano cariche prima di mettermi in testa di volere creare ARTLAB, diciamo che questi ultimi mesi sono stati davvero frenetici.

Se oggi vi presento ARTLAB è grazie a me ma non solo! In questo lungo viaggio non sono stata sola e non posso non ringraziare Chiara Sansoni che da gennaio di quest’anno è al mio fianco in studio. Il suo sostegno, il confronto continuo, le sue idee, la sua professionalità unita alla mia hanno permesso la nascita di questo bellissimo progetto! Diciamo che siamo due arieti prepotenti e sensibili che quando si mettono un’idea in testa non si arrendono finché non arrivano al risultato.

Perché ho desiderato tanto creare ARTLAB? Perché ricordo ancora, come se fosse ieri, quanto sia stato difficile imparare e crescere dieci anni fa, quando questo meraviglioso settore stava venendo alla luce. Ricordo la frustrazione perché on line non si trovava nessun tipo di risorsa, nemmeno all’estero, e l’unica cosa che si potesse fare per imparare era guardare le fotografie delle colleghe americane e parallelamente farsi una cultura sulla fisiologia dei neonati leggendo libri e parlando con le ostetriche. 

Nei miei ricordi però non c’è solo frustrazione! C’è grinta, voglia di superarsi, mettersi in gioco.

Ricordo che ci credevo tantissimo, e se anche ancora in Italia questo lavoro non esisteva, sentivo con tutta me stessa che presto sarebbe diventato realtà. E io volevo essere una delle prime, volevo diventare brava, volevo imparare, volevo raccontare la vita. Lavoravo come fotografa in tutt’altro settore già da diversi anni, ma ho voluto crederci, e con un figlio piccolo (questa cosa che i figli ti tirano fuori una spinta vitale pazzesca è proprio vera), ho mollato tutto e mi sono lanciata a capofitto nel costruirmi una nuova professione.

Ricordo una sera d’estate del 2010 all’ARCI Bitte con Diego e i nostri amici Fabio, Alice, Tea, Antonio e Barbara a trovare la frase giusta per promuovere il mio progetto di fotografia di neonati. Inartebebe è stato Diego a pensarlo, si perché ai tempi avevo un sito che si chiamava come me sul quale presentavo i miei lavori di food, still life e arredamento e mi pareva un po’ strano affiancarci le foto dei neonati. Con gli amici, quella sera d’estate, sorseggiando birra fresca e riparando biciclette abbiamo trovato la frase che potesse convincere dei neogenitori che questo nuovo lavoro che mi stavo inventando era pura meraviglia. E così quella sera è nato il nome che avrebbe identificato la mia nuova professione: Inartebebe, l’arte di fotografare i neonati. 

Ricordo l’emozione dei primi neonati fotografati (grazie, Elisabetta, Francesca e Elisa per la vostra immensa fiducia), ricordo la creazione del sito, la definizione del listino, le prime cartoline stampate depositate nei negozi in giro per Milano. Ricordo l’emozione grande della mia prima cliente (Matilde aveva quasi un mese ed io non ero tanto sicura se si potesse fotografare un neonato di un mese).

E poi nel 2013 il primo workshop sulla fotografia di neonati è sbarcato in Europa. Ho aspettato che aprissero le iscrizioni, fissa davanti al mio computer, per essere sicura di aggiudicarmi un posto. E ricordo quanto sia stato meraviglioso apprendere, capire, sciogliere nodi, illuminarmi. Ricordo quanto quel workshop abbia cambiato drasticamente il mio modo di lavorare, in meglio.

Tornando a casa ho pensato: appena divento un po’ più brava voglio iniziare ad insegnare anch’io, e così è stato.

Sì, perché condividere è la cosa più bella del mondo. Insegnare e aiutare gli altri a crescere e a sciogliere i loro di nodi è davvero una figata pazzesca.

Vedere gli occhi dei miei studenti illuminarsi durante i workshop è una sensazione di puro appagamento.

Credo che ARTLAB sia la naturale conseguenza del mio amore per l’insegnamento e la condivisione.

Quando ho iniziato a pensare a questo progetto la prima cosa che ho fatto è stato pormi una domanda: di cosa ha bisogno chi si affaccia alla fotografia di neonati o chi vuole continuare a crescere e migliorare in questo settore?

ARTLAB è la risposta a questa domanda. 

Io credo davvero che la conoscenza, l’apprendimento, lo studio rendano liberi di esprimersi artisticamente e di lavorare con consapevolezza e libertà di espressione.

Il videocorso è la mia creatura, e si, posso dirlo, sono orgogliosa di me. Ci ho messo dentro con apertura e generosità tutto quello che a mio avviso serve nel nostro lavoro.  

So che con questo progetto mi sono aperta a giudizi, pareri e critiche, ma so anche di averci messo l’anima con onestà e professionalità e sono convinta che i contenuti siano di qualità e che potranno aiutare molti di voi a diventare sempre più bravi.  

Un’ultima riflessione: il videocorso non vuole sostituirsi ai workshop o ai mentoring, ma si propone come strumento di sostegno e di aiuto sia per chi inizia, sia per chi vuole avere sempre a disposizione qualcosa di utile, valido e fruibile per potere studiare anche da casa, con i propri tempi e sentirsi più pronto e più sicuro prima di ogni sessione.

L’arte di fotografare i neonati, ovunque in giro per il mondo, è diventata finalmente una professione. Con pazienza, costanza, impegno e dedizione il mio sogno di affermarmi in questo campo come fotografa e come formatrice, si è realizzato.

E so che con in mano il mio videocorso sulla fotografia newborn, avrete uno strumento in più per trasformare anche i vostri sogni in realtà.

Ora noi usciamo a festeggiare!

Buona luce e buone feste a tutti!

Laetitia.